...e non devono esistere. è meglio per tutti e anzitutto per loro.
stamattina esce un sondaggio della Demos dal quale risulta che appena 2 italiani su 10 condividono le posizioni della chiesa su preservativi, testamento biologico e fecondazione assistita (domande separate, risposte identiche), 6 su 10 sono contrari a rivedere in senso restrittivo la legge sull'aborto, 6 su 10 vorrebbero assegnare pari diritti alle coppie di fatto e alle coppie sposate. fatto importante, anzi fondamentale, i cattolici praticanti danno le stesse risposte della media sociale su quasi tutte le domande (unica eccezione i diritti delle coppie di fatto).
questo testimonia, finalmente, che i "cattolici" non sono un pezzo a parte della società, ma che invece seguono le stesse logiche di buon senso che ispirano la maggioranza dei cittadini. e che evidentemente non ispirano la classe politica, di destra e di "sinistra", attentissima sopratutto a non dispiacere alle gerarchie vaticane facendosi interprete di una assai dubbia "volontà popolare".
il riconoscere, quasi 150 anni dopo il non expedit, che la "cattolicità" non debba avere risvolti politici sarebbe una conquista fondamentale, un grandissimo passo avanti della spesso arretrata mentalità politica italiana. forse non tutti se lo ricordano, ma fino a pochi anni fa avevamo in parlamento un partito che si definiva "cristiano".... cosa che implica, a rigore, che chi cristiano non è non avrebbe potuto votarlo.
d'altra parte, nella società multietnica che già viviamo (vedi le scuole dove un bambino su due è "extracomunitario"), propugnare la confessionalità delle scelte politiche è un rischio enorme. un rischio che sicuramente non ci possiamo permettere. rischiamo di vedere in parlamento partiti di ispirazione musulmana, indù, o che altro, ognuno che cerca di imporre agli altri la propria visione dei rapporti fra etica e politica, in una competizione senza senso. sarebbe un disastro, assai più grande dei problemi ambientali o delle periodiche crisi economiche.
stamattina esce un sondaggio della Demos dal quale risulta che appena 2 italiani su 10 condividono le posizioni della chiesa su preservativi, testamento biologico e fecondazione assistita (domande separate, risposte identiche), 6 su 10 sono contrari a rivedere in senso restrittivo la legge sull'aborto, 6 su 10 vorrebbero assegnare pari diritti alle coppie di fatto e alle coppie sposate. fatto importante, anzi fondamentale, i cattolici praticanti danno le stesse risposte della media sociale su quasi tutte le domande (unica eccezione i diritti delle coppie di fatto).
questo testimonia, finalmente, che i "cattolici" non sono un pezzo a parte della società, ma che invece seguono le stesse logiche di buon senso che ispirano la maggioranza dei cittadini. e che evidentemente non ispirano la classe politica, di destra e di "sinistra", attentissima sopratutto a non dispiacere alle gerarchie vaticane facendosi interprete di una assai dubbia "volontà popolare".
il riconoscere, quasi 150 anni dopo il non expedit, che la "cattolicità" non debba avere risvolti politici sarebbe una conquista fondamentale, un grandissimo passo avanti della spesso arretrata mentalità politica italiana. forse non tutti se lo ricordano, ma fino a pochi anni fa avevamo in parlamento un partito che si definiva "cristiano".... cosa che implica, a rigore, che chi cristiano non è non avrebbe potuto votarlo.
d'altra parte, nella società multietnica che già viviamo (vedi le scuole dove un bambino su due è "extracomunitario"), propugnare la confessionalità delle scelte politiche è un rischio enorme. un rischio che sicuramente non ci possiamo permettere. rischiamo di vedere in parlamento partiti di ispirazione musulmana, indù, o che altro, ognuno che cerca di imporre agli altri la propria visione dei rapporti fra etica e politica, in una competizione senza senso. sarebbe un disastro, assai più grande dei problemi ambientali o delle periodiche crisi economiche.







