giovedì, 26 marzo 2009

si viene licenziati se non ci si allinea al leccaculismo cardinalizio

l'assurdità confessionale va contro la costituzione e contro la logica medica (provate a continuare a idratare chi ha un tumore a un polmone...)

l'italia dei diritti incivili e degli imam pare inarrestabile?
postato da: noalpapa alle ore 08:44 | Permalink | commenti
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mercoledì, 25 marzo 2009
...e non devono esistere. è meglio per tutti e anzitutto per loro.

stamattina esce un sondaggio della Demos dal quale risulta che appena 2 italiani su 10 condividono le posizioni della chiesa su preservativi, testamento biologico e fecondazione assistita (domande separate, risposte identiche), 6 su 10 sono contrari a rivedere in senso restrittivo la legge sull'aborto, 6 su 10 vorrebbero assegnare pari diritti alle coppie di fatto e alle coppie sposate. fatto importante, anzi fondamentale, i cattolici praticanti danno le stesse risposte della media sociale su quasi tutte le domande (unica eccezione i diritti delle coppie di fatto).

questo testimonia, finalmente, che i "cattolici" non sono un pezzo a parte della società, ma che invece seguono le stesse logiche di buon senso che ispirano la maggioranza dei cittadini. e che evidentemente non ispirano la classe politica, di destra e di "sinistra", attentissima sopratutto a non dispiacere alle gerarchie vaticane facendosi interprete di una assai dubbia "volontà popolare".

il riconoscere, quasi 150 anni dopo il non expedit, che la "cattolicità" non debba avere risvolti politici sarebbe una conquista fondamentale, un grandissimo passo avanti della spesso arretrata mentalità politica italiana. forse non tutti se lo ricordano, ma fino a pochi anni fa avevamo in parlamento un partito che si definiva "cristiano".... cosa che implica, a rigore, che chi cristiano non è non avrebbe potuto votarlo.

d'altra parte, nella società multietnica che già viviamo (vedi le scuole dove un bambino su due è "extracomunitario"), propugnare la confessionalità delle scelte politiche è un rischio enorme. un rischio che sicuramente non ci possiamo permettere. rischiamo di vedere in parlamento partiti di ispirazione musulmana, indù, o che altro, ognuno che cerca di imporre agli altri la propria visione dei rapporti fra etica e politica, in una competizione senza senso. sarebbe un disastro, assai più grande dei problemi ambientali o delle periodiche crisi economiche.
postato da: noalpapa alle ore 08:03 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 24 marzo 2009
in Italia, con rare eccezioni, non si fa informazione. si prendono posizioni, le si difende (anche quando diventano indifendibili), le si contrappone a quelle altrui (di solito irridendole). quello che manca costantemente, ad esempio rispetto al cosidetto (e di solito invidiato) giornalismo di stile anglosassone, sono i fatti. la regola classica delle 5 W : "what, who, when, where, why". ai nostri, di solito, della prima w non frega niente, cosi' come della terza e della quarta. l'unica w veramente importante è la seconda. quanto alla quinta w, nessuno si preoccupa di cercare un brandello di verità, ma si inventa e difende a spada tratta il proprio "why" di parte come fosse quello vero.

ieri al tiggiuno e tiggidue abbiamo avuto un bell'esempio. è stato dato spazio a un comunicato stampa di alcuni minuti da parte vaticana, sulla televisione pubblica, senza alcun contraddittorio, senza alcuna presentazione dei fatti men che meno oggettiva. il servizio (secondo i vari tiggi) è stato introdotto con uno "strillo" che lo presentava come un vero servizio giornalistico, tipo "Concluso il viaggio del papa, i commenti dell'assemblea episcopale". mentre il servizio non esisteva affatto, quello che è stato mandato in onda era una sintesi delle dichiarazioni di un certo cardinale, iratissimo contro la stampa nazionale ed estera che aveva osato dire quello che a tutti è parso ovvio (cioè che il paparazzinger aveva per l'ennesima volta pisciato fuori dal vaso).

che un tale comunicato stampa appaia sui giornali di parte è ovvio e naturale. ma non è ovvio che appaia tale e quale in un servizio di informazione. sarebbe .... come se nei tiggi, invece di presentare i fatti e i protagonisti, si lasciassero invece 3-4 minuti gratis a ciascun leader politico, libero di dire la sua e sproloquiare contro questo e quello, sostenendo a spada tratta le proprie posizioni. pubblicità gratuita pagata dalle nostre tasse, insomma. ma come dite? .... cosa?? è .... esattamente quello che succede?? tutte le sante sere?? i politici, di destra sinistra centro sotto e sopra, sono li in tivvù che dicono ognuno le sue fesserie??

ah, già. dimenticavo. l'avevo detto all'inizio, in Italia l'informazione non esiste.
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lunedì, 23 marzo 2009
eh, lo so, dovrei scrivere qualcosa sul paparazzinger che se ne va in giro  per la povera e maltrattata Africa a dire scemenze. ma di fronte a prese di posizione ufficiali dei governi di mezza Europa e perfino del Fondo Monetario, la mia ovvia e scontata critica aggiungerebbe ben poco.

invece scrivo solo due-righe-due, per un'altra cosa che mi sta facendo incazzare. la storia dei due mostri romeni accusati davanti a milioni di persone (brufolo vespa davanti a tutti, sul suo cavallo bianco-azzurro pagato dalle nostre tasse), e scagionati invece in gran segreto. che è poi la storia di una procura incapace, quella di Roma, che ha condotto le indagini in maniera ridicola e strampalata, fra confessioni e ritrattazioni, dinieghi, scoperte, soffiate e bugie, senza mai fare un'investigazione degna di questo nome, ma lasciandosi andare alla pura campagna mediatica. che è la storia, ancora molto mediatica popolarizzata dagli sceneggiati tipo CSI, delle analisi del dna (scientificamente abbastanza solide, finché restano in laboratorio, ma manipolabili a piacere una volta nelle mani dell'investigatore). ma è ovvio, oggi la giustizia si fa cosi', e il nano impomatato gongola sornione quando dice che "trasformerà il pubblico ministero nell'avvocato dell'accusa". già, ci mancava solo questa.

amici italiani, pregate di non trovarvi mai coinvolti in un problema giudiziario che non sia meno che ovvio. rischiate di finire in galera senza una vera indagine, magari vi appioppano una prova del dna che vi accusa di aver stuprato il nipotino di vostra zia emigrata in Guatemala quarantacinque anni fa. vi troverete davanti un "avvocato dell'accusa" il quale, in nome della assoluta parità fra accusa e difesa (...) dispone di polizia, carabinieri, scientifica, guardia di finanza, tutti ai suoi ordini, mentre voi nel migliore dei casi vi potete pagare un avvocatuccio.

intanto i due romeni rimandono in carcere, per accuse del tipo "calunnia contro la polizia romena". l'unica cosa certa, anche senza indagini, è che se fossero due italiani sarebbero a casa loro a pucciare il cornetto nel cappuccino da un bel pezzo.
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