ma perché bisogna ridare la parola al popolo? non basterebbe ridarla ai cittadini?
Era ora che qualcuno ci pensasse.....
La legge sulla fecondazione assistita, o "legge 40", un'altra assurdità tutta italiana anche in questo caso pilotata e imposta da politici interessati solo alla conquista di consenso elettorale, comincia a prendere qualche legnata. Si ricorda nessuno della kafkiana situazione in cui si ficcarono, anche allora, la sinistra e il mondo riformista, lanciando un referendum poco comprensibile contro il quale si schiero', ancora una volta, la chiesa cattolica romana, subito spalleggiata dai cacciatori di voti e di consensi?
Ma accanto alla legittima soddisfazione che mi prende (almeno nel constatare che è vero quello che penso, ovvero che in Italia la politica è un ambiente da galera, ma per fortuna non è davvero rappresentativa della realtà della società), faccio un'altra riflessione. Possibile che in Italia i politici non siano in grado di fare davvero nulla? Possibile che le cose, in generale, debbano andare avanti sempre grazie ai supplenti? Possibile che serva sempre "qualcuno" dall'esterno a richiamare alla ragionevolezza, "qualcuno" che troppo spesso deve prender la forma di un magistrato o di un TAR?
La politica in Italia si rende colpevole giorno dopo giorno di nefandezze assolute, cose che in altri paesi normalmente non si vedono. Altrove, qualora accadano fatti solo vagamente simili a cio' che accade qui, questi portano invariabilmente e rapidamente a dimissioni, messa in stato d'accusa, espulsione dal corpo sano della vita pubblica, nel nome del bene comune.
La storia di Cuffaro, che ha fatto i suoi imbrogli con dei mafiosi ma, per sua fortuna (?), non di sicuro con la mafia, e che si mette a festeggiare a tarallucci e vino coi suoi compari, mentre un tribunale si chiede se non dovrebbe dimettersi dalle sue cariche istituzionali.... Uno scienziato vicino al premio Nobel, Luciano Maiani, che viene finamente candidato a sostituire un totale incompetente raccomandato politico, Fabio Pistella, alla guida del CNR, viene messo a bagnomaria da una commissione parlamentare a causa della sua partecipazione alla """"protesta"""" (fra molte coppie di virgolette) contro il papa alla Sapienza.... Un ministro della giustizia che abbandona una delle cariche più alte di uno stato democratico per correre in soccorso della moglie inquisita (eh, in Italia, la famiglia conta più di ogni cosa, come diceva Don Vito Corleone.... "la famigghia, Sonny, la famigghia..."), pardon, in soccorso del suo buffo partito ormai per metà agli arresti, pardon, in soccorso di sé stesso inseguito da una torma di scatenati magistrati, tutti perditempo incuriositi dalle sue attività para-politiche.....
Ma di cosa è davvero capace di occuparsi oggi la politica, in Italia, oltre che di andare in televisione a litigare con uno stile da soap-opera, o di rovesciarsi in piazza con dei tribuni, pericolosissimi perché tutt'altro che improvvisati, a solleticare gli istinti più bassi e più facilmente pilotabili di variegate masse popolari?
Ma perché non abbiamo anche noi diritto a una politica fatta da persone serie, rigorose e libere da schiavitù ideologiche?






