lunedì, 28 gennaio 2008
ma perché bisogna ridare la parola al popolo? non basterebbe ridarla ai cittadini?
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giovedì, 24 gennaio 2008
Era ora che qualcuno ci pensasse.....

Repubblica  La Stampa   Corriere

La legge sulla fecondazione assistita, o "legge 40", un'altra assurdità tutta italiana anche in questo caso pilotata e imposta da politici interessati solo alla conquista di consenso elettorale, comincia a prendere qualche legnata. Si ricorda nessuno della kafkiana situazione in cui si ficcarono, anche allora, la sinistra e il mondo riformista, lanciando un referendum poco comprensibile contro il quale si schiero', ancora una volta, la chiesa cattolica romana, subito spalleggiata dai cacciatori di voti e di consensi?

Ma accanto alla legittima soddisfazione che mi prende (almeno nel constatare che è vero quello che penso, ovvero che in Italia la politica è un ambiente da galera, ma per fortuna non è davvero rappresentativa della realtà della società), faccio un'altra riflessione. Possibile che in Italia i politici non siano in grado di fare davvero nulla? Possibile che le cose, in generale, debbano andare avanti sempre grazie ai supplenti? Possibile che serva sempre "qualcuno" dall'esterno a richiamare alla ragionevolezza, "qualcuno" che troppo spesso deve prender la forma di un magistrato o di  un TAR?

La politica in Italia si rende colpevole giorno dopo giorno di nefandezze assolute, cose che in altri paesi normalmente non si vedono. Altrove, qualora accadano fatti solo vagamente simili a cio' che accade qui, questi portano invariabilmente e rapidamente a dimissioni, messa in stato d'accusa, espulsione dal corpo sano della vita pubblica, nel nome del bene comune.

La storia di Cuffaro, che ha fatto i suoi imbrogli con dei mafiosi ma, per sua fortuna (?), non di sicuro con la mafia, e che si mette a festeggiare a tarallucci e vino coi suoi compari, mentre un tribunale si chiede se non dovrebbe dimettersi dalle sue cariche istituzionali.... Uno scienziato vicino al premio Nobel, Luciano Maiani, che viene finamente candidato a sostituire un totale incompetente raccomandato politico, Fabio Pistella, alla guida del CNR, viene messo a bagnomaria da una commissione parlamentare a causa della sua partecipazione alla """"protesta"""" (fra molte coppie di virgolette) contro il papa alla Sapienza.... Un ministro della giustizia che abbandona una delle cariche più alte di uno stato democratico per correre in soccorso della moglie inquisita (eh, in Italia, la famiglia conta più di ogni cosa, come diceva Don Vito Corleone.... "la famigghia, Sonny, la famigghia..."), pardon, in soccorso del suo buffo partito ormai per metà agli arresti, pardon, in soccorso di sé stesso inseguito da una torma di scatenati magistrati, tutti perditempo incuriositi dalle sue attività para-politiche.....

Ma di cosa è davvero capace di occuparsi oggi la politica, in Italia, oltre che di andare in televisione a litigare con uno stile da soap-opera, o di rovesciarsi in piazza con dei tribuni, pericolosissimi perché tutt'altro che improvvisati, a solleticare gli istinti più bassi e più facilmente pilotabili di variegate masse popolari?

Ma perché non abbiamo anche noi diritto a una politica fatta da persone serie, rigorose e libere da schiavitù ideologiche?
postato da: noalpapa alle ore 07:16 | Permalink | commenti
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martedì, 22 gennaio 2008
La CEI attacca frontalmente il governo (piuttosto scadente, per il vero), per tramite della persona del cardinalaccio Bagnasco parlando di paese sfilacciato e allo sbando, e lascia scivolare la frasetta secondo cui il ministero dell'interno non avrebbe potuto garantire la tranquillità alla visita del papa. Alza il tiro sulla legge 194, divorzi rapidi (?), omosessuali e coppie di fatto. Mastella non parla per due giorni con Prodi prima di lanciare il suo siluro, ma pare abbia parlato invece con qualcuno in Vaticano, che quindi sapeva della crisi di governo ancor prima del capo del governo. Non sarà un caso se il cardinalaccio ha parlato ieri provvidenzialmente di "voto di coscienza". Cioè, ha presentato l'agenda di governo a chiunque debba pensare - povero illuso - che basti vincere le elezioni per governare il paese dei balocchi.

Per fortuna, dai sondaggi meno del 50 per cento degli italiani afferma di fidarsi della Chiesa (dell'istituzione chiesa). In caso di elezioni anticipate non la farebbero franca neanche loro. I Carabinieri sono invece a più del 57 per cento. Il prossimo presidente del consiglio sarà magari il maresciallo Rocca.
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lunedì, 21 gennaio 2008
Ma figuriamoci se in questo giovane blog non c'è posto per gli anonimi. Ma figurarsi se in Italia non c'è posto per gli anonimi.
Ho riflettuto diverse volte sul fatto che i blog fossero (siano) anonimi o nominativi, e di volta in volta mi sono dato ragioni per il si e per il no. Tempo fa (ai tempi del blog bostonian sul Cannocchiale, a suo modo glorioso) ero solidamente convinto che l'anonimato fosse una cosa seria; che la rete permettesse, con il fatto di restare anonimi, una conoscenza fra le persone non mediata, e per questo più realistica a volte di quanto non succeda quando ci si incontra di persona e inevitabilmente scattano tutta una serie di meccanismi di evocazione e (pre)giudizio, che adesso non sto a dire.
Poi, in seguito a vicende varie, mi ero convinto che per certe persone l'anonimato fosse un modo di vivere una seconda vita, dare sfogo ad una personalità nascosta dentro ognuno di noi, e che il luogo virtuale potesse essere una sorta di nosocomio, una specie di Villa Elettrone dove curare almeno un po' delle proprie ubbie. Quindi ancora bene.
Successivamente, e siamo a tempi più recenti, ha cominciato a venirmi in uggia il fatto che le persone usassero, anche nel mondo virtuale, lanciare il sasso e nascondere la mano. Come se fosse poi tanto diverso firmarsi anonimo o firmarsi Doraemon... enno', perché se mi firmo Doraemon qualcuno puo' sempre ritrovarmi e risalire a chi sono, dove sono e cosa faccio... Quindi fine della differenza tra mondo virtuale e mondo reale. Allora ho cominciato a dirmi che forse tanto valeva firmare i blog con nome e cognome, tanto tutti sanno chi sei, e alla fine sul tuo blog vengono tipicamente amici, gente che in un modo o nell'altro ti conosce. E se uno non ti conosce, che tu sia Piero Rossi o chiunque altro non glie ne importa un fico. Quindi si al nome e cognome...?
Pero', questa fine dell'anonimato, il ritorno con i piedi sulla terra, mi dispace un po', anzi parecchio. Insomma, neanche nella magica selva elettronica ci si puo' nascondere un po', si finisce per non avere scuse, per non poter giocare con le identità, e allora a che vale? Giusto per fare due chiacchiere ogni tanto, ecco... Per fortuna che questa constatazione ha coinciso con una fase di stanca, in cui ho un po' lasciato stare i miei vari (troppi : )) blog.

Da qualche giorno, poi, ho aperto questo qua, con la faccia di Galileo... OK, il titolo e un po' buffonesco e provocatorio, magari fra qualche giorno, quando questa fase di incazzatura mi sarà passata, lo cambiero' in qualcosa di più domestico. E come nota la signora Multiversum, già arrivano gli anonimi. Puntuali come le tasse. E come se non bastasse, nel frattempo mi è successa un'altra simpatica avventura, stavolta di segno totalmente contrario, avendo io firmato con nome e cognome. Mo' ve la racconto...

E' successo che discutendo con un mio carissimo amico, che peraltro la pensa diversamente da me sulla questione del papa alla Sapienza, lui mi abbia indicato un blog a me sconosciuto, Highlander. Quella pagina è gestita da una persona che la pensa pure lui molto diversamente da me (nel suo caso, proprio su tutto tutto tutto, mi sento di poter dire, estrapolando con un po' di elasticità mentale). E nella fattispecie, ha scritto il post che trovate qui:

/il-papa-il-rettore-e-67-idioti-con-il-tocco/

A questo post io ho scritto due brevi e, credo, garbati commenti, firmandoli con nome e cognome in accordo alle mie recenti considerazioni sull'anonimato. Commenti che il proprietario del blog ha cancellato. Suo pieno diritto il cancellare tutto quello che gli pare, ci mancherebbe. Ma tanto perché le parole sono pietre, riscrivo nel mio blog (vado a memoria, purtroppo.... ho una certa età ormai) i testi soppressi. Magari qualcuno, se ha tempo e voglia, verrà a leggerseli.

Commento n. 1 (passim)
"Non intendo commentare le affermazioni del proprietario di questo blog. Tali affermazioni mi sembrano immotivate o, al meglio, inconsistenti, ma trattandosi di atti di fede non pare opportuno di doverle discutere. Noto invece, con divertita curiosità, come questo sia un blog di totale appoggio al papa romano (che non chiedo lo abbia richiesto, né credo ne sia a conoscenza), cioé al rappresentante di Cristo sulla terra, e come peraltro questo post sia infarcito di insulti e parole molto violente e radicali verso i professori della Sapienza, e sia supportato e circondato da un tifo da stadio e lazzi da caserma. Porgi l'altra guancia, guarda il trave che è nel tuo occhio, ama il tuo nemico, sepolcri imbiancati, etc etc etc."

Commento n. 2 (passim)
"Vedo che tra il comportamento del papa alla Sapienza e il comportamento del proprietario di questo blog c'è perfetta sintonia. Entrambi si sottraggono puntualmente al confronto, sollevato in entrambi i casi da critiche argomentate con moderazione e in forma garbata. Il primo rinunciando all'invito ricevuto da un rettore, il secondo cancellando sistematicamente le opinioni diverse dalle sue. Fermo restando che ognuno a casa sua è padrone di fare quel che crede, è altrettanto necessario notare che in questo modo le loro prediche - passate o presenti - perdono di valore e di efficacia."
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lunedì, 14 gennaio 2008
Come tutti dovrebbero sapere, l’Italia ospita nel cuore della sua capitale, Roma, lo stato della Città del Vaticano. Il capo dello Stato Città del Vaticano coincide col rappresentante di una delle principali confessioni religiose del mondo, definito Papa, a capo della Chiesa Cattolica Romana®. Malgrado il cattolicesimo sia presente largamente in America Latina, con circa mezzo miliardo di fedeli, e in parte dell’Europa, con Italia, Spagna, Polonia, Portogallo nazioni quasi totalmente cattoliche, seguite da Francia, Irlanda, Austria, Ungheria e altre, in nessuna nazione quanto in Italia l’influenza della Chiesa Cattolica Romana® si fa sentire pesantemente in tutti gli aspetti della vita quotidiana, dall’etica, alla politica, all’economia, all’informazione, all’istruzione. Malgrado l’aspetto finanziario di questo problema sia il più evidente (l’Italia versa al Vaticano sussidi per oltre 2,000 miliardi di US$/anno sotto forma di contributi diretti ed esenzioni) è in particolare nella ricerca scientifica che la pressione della CCR® si rivela spesso assai dannosa per il progresso e la libertà di pensiero dei cittadini italiani. Ne sono esempi recenti e lampanti la fortissima opposizione alla ricerca sulle cellule staminali, portata mediante obiezioni di tipo non scientifico ma solo di natura etica, che ha portato ad una disumana e umiliante legge sulla fecondazione assistita, con caratteristiche uniche al mondo ; o ancora le richieste totalmente surrettizie di revisione della legge italiana sull’aborto in nome di non sostanziati avanzamenti della scienza medica, facendo riferimento ai rarissimi e statisticamente irrilevanti casi di sopravvivenza di feti alla 25-26ma settimana, che non avrebbero niente a che vedere con i casi di aborto legale previsti solo fino alla 12ma settimana. E proprio su questo argomento appare evidentemente irrazionale, e quindi perfettamente cattolico, richiamarsi agli avanzamenti della scienza medica per i metodi di interruzione della gravidanza, mentre allo stesso tempo si rifiuta la diagnosi pre-impianto che potrebbe evitare decine di aborti, tecnicamente necessari per ragioni di salute.
Per questi motivi non è eticamente accettabile che il Papa Benedetto XVI, massimo rappresentante della CCR®, si rechi presso la sede dell’Università di Roma « La Sapienza », il più grande ateneo d’Europa, il prossimo 16 gennaio. Contro questa possibilità si sono già espressi 67 professori di detta università. Questo papa è lo stesso che ha sostenuto, tempo fa, che la chiesa avesse perfettamente ragione a processare Galilei. E’ dovere di ogni persona di scienza protestare contro questa ennesima ipocrita intrusione che la chiesa cattolica compie nel campo della scienza, servendosi di soli argomenti etici e non scientifici. Almeno la scienza nella sfortunata Italia deve poter restare libera, laica, aconfessionale, e aperta a tutti gli uomini e donne senza distinzioni.

As everybody should know, Italy hosts in the heart of its capital city, Rome, the state of the Vatican City. The head of this Vatican state coincides with the head of one of the main religions of the world, the so-called Pope, head of the Roman Catholic Church®. Despite catholicism is represented largely in Latin America, with about half a billion followers, and in part of Europe, with Italy, Spain, Poland and Portugal being almost totally catholic countries, followed by France, Ireland, Austria, Hungary and others, in no other country like in Italy the influence of the Roman Catholic Church® is so heavily felt in all aspects of daily life, from ethics, to politics, to economy, to news, to education. Despite the financial aspects of this problem are the most evident (subsidies from Italy alone amount to more than 2 billion US$/year), it is in the development of science and research in particular that the social pressure exerted by the RCC® appears more often to damage progress and the freedom of expression of the italian citizens. As recent, and very clear examples, one could quote the extremely strong catholic opposition to the research on stem cells, carried out with arguments of purely ethical nature and no scientific contents, which led to a very humiliating and inhuman legislation about assisted reproduction, with features unique in the civilized world ; or, again, the totally presumptive requests of revision of the current abortion law in the name of non substantial advances of the medical science, by referring to the extremely rare and statistically irrelevant cases of phoetus survival at the 25-26th week, having no connection at all with the legally authorized abortion istances, only allowed until the 12th week. Speaking of which, it is certainly irrational, and therefore very catholic, to claim the advances of the medical science in the case of abortion methods and, on the same grounds, to refuse the pre-implant diagnostics which could avoid many  more abortions, necessary for technical and health reasons.
For the above reasons, it is ethically unacceptable that Pope Benedict XVI, the actual head of the RCC®, should pay a visit to the University of Rome « La Sapienza » (« The Knowledge », the largest university site in Europe) on the next january 16th.  67 professors of that university have already signed a petition against this possibility. This Pope has used, some time ago, arguments to sustain that the church had the right to process Galilei against evidence. It is the duty of any scientist to support this position, namely to firmly stand against this hypocritical intrusion of the catholic church into the fields of science by using only ethical arguments. At least science, in our unfortunate Italy, should remain free, lay, non-confessional, and open to all men and women irrespective of their personal convictions.

LINKS

Times Online

International Herald Tribune

Reuters

Catholic World News

postato da: noalpapa alle ore 21:25 | Permalink | commenti (11)
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